Secondo il report Voice of the CISO 2021, il 63% dei Chief information security officer intervistati in Italia ritiene che la propria azienda sia impreparata a gestire un cyberattacco

Author:  Redazione

Il recente report Voice of CISO 2021, realizzato per analizzare le sfide che i Chief information security officer (CISO) saranno chiamati a sostenere dopo un anno senza precedenti, mette in luce aspetti interessanti legati al tema Sicurezza informatica nelle aziende.

L’indagine, che ha visto al centro le interviste a 1400 CISO provenienti da più Paesi tra i quali anche l’Italia, pone l’attenzione su alcuni focal points: i cyber rischi e le tipologie di attacchi informatici che i CISO devono affrontare ogni giorno; i livelli di preparazione dei dipendenti e dell’azienda che saranno tenuti ad affrontarli; l’impatto del supporto di una forza lavoro ibrida (da remoto e in presenza), mentre le aziende organizzano il rientro in ufficio.

I risultati dell’indagine in Italia

Dal report emerge che ben il 64% dei CISO italiani intervistati si sente a rischio di attacco nei prossimi 12 mesi. Tra le minacce più temute: Cloud Account Compromise (37%), attacchi DDOS (35%); Business Email Compromise (31%); attacchi alla supply chain e minacce interne (30% e 29%)

 

A preoccupare maggiormente è il livello di preparazione delle aziende di fronte a un potenziale attacco informatico. Il 63% dei CISO intervistati in Italia – a fronte del 66% del totale degli intervistati su scala globale – ritiene che la propria organizzazione non sia preparata per affrontare un cyberattacco mirato e la percezione del rischio è maggiore rispetto al 2020.

 

Sebbene il livello di consapevolezza degli utenti rispetto al ruolo giocato dalle proprie azioni nella tutela dell’organizzazione da minacce informatiche sia elevato, il 50% dei CISO italiani ritiene che l’errore umano sia ancora la maggiore vulnerabilità informatica. Tra i principali rischi: password non sicure, data loss e phishing.

 

Se si pensa al lavoro da remoto, poi, l’esposizione a potenziali rischi aumenta. Per il 58% dei CISO gli attacchi mirati hanno subito un incremento negli ultimi 12 mesi.

Qual è la strategia da adottare nel prossimo futuro?

Aggiornarsi e informare. Per il 60% dei Chief information security officer italiani entro il 2023 le aziende saranno maggiormente preparate di fronte a un attacco informatico. Tra le principali strategie future, restano: la diffusione di maggiore consapevolezza tra i dipendenti rispetto ai rischi legati alla cybersecurity (42%); l’adozione di strumenti che permettano di tutelare le aziende e i loro dati anche nel lavoro da remoto (31%); il consolidamento di soluzioni e controlli di sicurezza.

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