Internet of Senses: uno sguardo al 2030

Author:  Francesco Arciello | Founder, CIO & CTO

Quest’anno, per motivi di lavoro, non sei riuscito a tornare a casa dai tuoi cari lontani migliaia di chilometri. Ti siedi in cucina e inizi a pensare a che tipo di cena vorresti organizzare con loro. La stanza intorno a te inizia a cambiare, assecondando i tuoi desideri: perché non passare un Natale in riva al mare? Inizi a sentire il rumore delle onde, il vento sulla pelle e l’odore di salsedine. Tutto è pronto, mancano gli invitati! Pensi “crea un invito” e, man mano che i tuoi invitati accettano, sulle sedie iniziano ad apparire gli Avatar di amici e parenti. Nell’attesa dell’arrivo di tutti, ordiniamo su un e-commerce che ci lascia assaggiare quello che acquistiamo. A questo punto, possiamo pagare e iniziare a chiacchierare con i nostri amici.

Tendiamo a ricercare il futuro nel presente e, viceversa, il presente nel futuro. Pensiamo che quello che oggi funziona alla perfezione per la società attuale, funzionerà bene anche in futuro modificando di poco i nostri comportamenti o strumenti. Questo modo di pensare è proprio di una crescita evolutiva di tipo lineare, ma non è più applicabile poiché l’evoluzione tecnologica ha raggiunto un ritmo esponenziale. Secondo la Legge di Moore la capacità di elaborazione che possiamo acquistare per 1000 $ raddoppia ogni 18-24 mesi.

Negli anni Settanta, l’evoluzione si muoveva a piccoli passi, comprensibili ai più e dall’andamento quasi lineare. Si passava, per esempio, da una performance relativa 0,01 a una di 0,02, poi a 0,04 e così via. Oggi, però, siamo arrivati ad avere, per esempio, una performance relativa pari a 4: il prossimo passo esponenziale ci porterà a 8 e non a un più lineare 5.

Ci affidiamo totalmente a servizi/cervelli esterni fruibili tramite dispositivi mobili (mappe, wiki, ricerche, social) e, pian piano, iniziamo a diventare delle vere e proprie copie digitali di noi stessi, che sentono la necessità far convergere l’uomo e la macchina per essere più competitivi.

Viviamo in un mondo 4G, in cui la nostra interazione con la tecnologia si verifica solo tramite vista e suono. L’avvento del 5G, unito alla creazione di nuovi dispositivi indossabili, ci porta a pensare che già tra 5-10 anni riusciremo a interagire con gli strumenti tecnologici attraverso tutti i nostri sensi. Queste non sono supposizioni ma l’estratto di uno studio prodotto da Ericsson sui 10 Hot Consumer Trends 2030.

10 Hot Consumer Trends 2030

Il cervello è la user interface

“Pensare e fare” avranno un confine sempre più sbiadito: questa è la previsione di buona parte dei consumatori. Immaginiamo di voler andare in un vicino centro commerciale. Pensiamo alla destinazione: i nostri occhiali AR ci mostreranno semplicemente la strada, per poi indicarci dove trovare i prodotti presenti nella nostra lista della spesa. Tutto questo ci fa pensare che tastiere, mouse, game e controller scompariranno, che gli smartphone saranno senza schermo. Si aprirà un nuovo mercato, dedicato a dispositivi inediti che ancora non siamo in grado di immaginare.

Il cervello è la user interface

“Pensare e fare” avranno un confine sempre più sbiadito: questa è la previsione di buona parte dei consumatori. Immaginiamo di voler andare in un vicino centro commerciale. Pensiamo alla destinazione: i nostri occhiali AR ci mostreranno semplicemente la strada, per poi indicarci dove trovare i prodotti presenti nella nostra lista della spesa. Tutto questo ci fa pensare che tastiere, mouse, game e controller scompariranno, che gli smartphone saranno senza schermo. Si aprirà un nuovo mercato, dedicato a dispositivi inediti che ancora non siamo in grado di immaginare.

 

Il modo in cui ascoltiamo, parliamo e capiamo gli altri

Un altro grande upgrade che in molti pensano riceveremo è quello relativo alla nostra interazione tramite suoni. Suoni d’ambiente che possono essere rimossi per ascoltare una persona che ci sta parlando in metropolitana. Suoni d’ambiente che possono essere aggiunti, per esempio, per rendere ancora più suggestiva e realistica la nostra cena in riva al mare. E, ancora, parlare con una persona in una lingua diversa, creare delle bolle di suono in cui solo alcuni individui ascoltano un certo tipo di musica o di contenuto. Il 51% delle persone si aspetta di avere dei dispositivi che trasmettono i suoni direttamente al nostro cervello.

 

Il gusto e l’olfatto

Il gusto e l’olfatto sono i due sensi che personalizzano al massimo la nostra esperienza sensoriale. Immaginiamo di poter assaggiare i piatti insieme ai giudici di Masterchef, oppure di provare un prodotto prima di acquistarlo online. Facendo un passo oltre, scopriamo che i consumatori si aspettano di avere la possibilità di sentire il gusto delle nostre memorie (il 44% degli intervistati) mentre, un’altra parte, attende di poter condividere il sapore di ciò che sta assaggiando con i propri amici. Per quanto riguarda l’olfatto, ad oggi, è quasi impossibile convertire digitalmente questo senso, ma ciò potrebbe cambiare in qualsiasi momento. Il 56% degli intervistati si aspetta di riuscire a sentire tutti gli odori presenti in un film. Inoltre, ci si aspetta di poter scegliere l’odore che abbiamo nei confronti degli altri.

 

Tatto e Merged Reality

I consumatori si aspettano di poter toccare qualunque cosa in maniera digitale. Immaginate di fare una corsa di Formula 1, subendo tutta l’esperienza di un pilota, sentire le vibrazioni, gli odori, i suoni. O, ancora, di andare virtualmente a un concerto avvertendo sulla pelle l’effetto dei bassi. Il 62% delle persone pensano che esisterà un braccialetto che stimola i nervi in modo da far sentire la sensazione del tocco di un oggetto. La differenza tra vita online e offline convergerà fino a essere intercambiabili entro 2030.

 

Verifica asset digitali come quelli reali

Un volto, una criptovaluta, una notizia, una canzone, tutto sarà verificabile in maniera sicura, saremo in grado di scambiare oggetti virtuali e contenuti senza preoccuparci della loro natura. Il 46% degli intervistati pensa che saranno popolari i siti di appuntamento dove tutte le informazioni verranno verificate. Il 50% ritiene che nel 2030 le fake news saranno solo un lontano ricordo. Nel mondo reale questo si tradurrà con una estrema tracciabilità di ogni prodotto fisico. Già oggi esistono universi virtuali in cui vige una vera e propria economia parallela, uno di questi posti è Entropia Universe in cui è possibile acquistare un auto, una nave oppure addirittura un meteorite e far pagare gli altri utenti per visitarlo o fare feste private. Per esempio, in questo universo esistono molti pianeti tra quali Planet Calypso venduto a 6 milioni di dollari (reali) a SEE Virtual Worlds.

 

Consumatori post-privacy

Si prevede una regolamentazione più stringente e sofisticata in tema di utilizzo di dati pubblici e privati. Questa evoluzione legislativa ci permetterà di cancellare definitivamente ogni preoccupazione sulla privacy, consentendoci di utilizzare il riconoscimento facciale praticamente in qualunque luogo, anche se ciò può sembrare un paradosso. Il consumatore post-privacy si aspetta che ogni aspetto di questa materia venga risolto per poter godere di tutti i vantaggi di un mondo data-driven. L’automazione e la digitalizzazione porteranno a un abbattimento del prezzo di prodotti e servizi.

 

Sostenibilità connessa

Stampanti 3D meno costose, remote working, assistenza medica a distanza: nel 2030 saranno una prassi. In tema di sostenibilità, 6 persone su 10 pensano che Internet con servizi basati sui sensi ci permetterà di ridurre le emissioni. Diventeremo cittadini online di un mondo digitale.

 

Servizi sensazionali

I consumatori prevedono che i servizi saranno in grado di utilizzare tutti i sensi per digitalizzare la nostra vita quotidiana. Le esperienze multi sensoriali saranno utilizzate soprattutto nell’intrattenimento (rivisitazioni storiche, cinema, gaming) e per lo shopping. Il concetto di postazione e luogo di lavoro saranno totalmente rivoluzionati, dando alle persone la possibilità di essere presenti solo virtualmente nella vita lavorativa. Il 43% pensa che in futuro ci sarà la possibilità di fare una vacanza-avventura digitale immergendosi in un altro luogo o periodo storico. Ci avviciniamo ogni giorno sempre più alla Singolarità. Siamo nell’era in cui l’essere umano sente il bisogno di competere con le macchine e di far convergere l’evoluzione umana con quella tecnologica. Il futuro è a un passo da noi!

Contattaci per scoprire tutte le news e i servizi di ThinkOpen

*I dati raccolti verranno trattati secondo la nostra informativa